domenica 10 agosto 2014

SANITA': Dr. Armando Vecchietti direttore di Cellula Cancerosa


Con la Redazione “OSSERVATORIO sulla SANITA' ” diamo spazio su questo servizio alla Ricerca Medico Scientifica del Dottor Armando Vecchietti direttore di Cellula Cancerosa.



 
una Ricerca Scientifica Anticancro pubblicata dal Dottor Armando Vecchietti, padre del nuovo gestore di Capolinea, altre informazioni verranno pubblicate dall'Osservatorio sulla Sanità, dipartimento dell'Osservatorio sulla Giustizia (www.OSSERVATORIOsullaGIUSTIZIA.it )


ONCOGENESI

Con un normale microscopio ottico a 400x una cellula epiteliale sana appare come la foto che segue:





Si notano fondamentalmente tre cose: il nucleo, il citoplasma e la membrana cellulare. Il tutto ha un aspetto “pulito”.

Può accadere invece che, osservando in vivo una qualsiasi cellula del corpo, questa appaia piena di batteri o vescicole come mostrato nella foto che segue.






Queste vescicole hanno un ruolo fondamentale nella formazione della cellula cancerosa.

Una volta formate esse manifestano infatti una naturale tendenza ad aggregarsi e ciò accade sia internamente che esternamente alle cellule.

Quando ciò accade all’interno delle cellule, le vescicole si fondono tra loro formando strutture che occupano spazi abbastanza delineati il più delle volte in periferia e addossati alla parete cellulare.

Spesso queste vescicole possono essere ritrovate anche al di fuori delle cellule, in questo caso possono formare aggregati anche molto grandi sui cui bordi si formano con facilità delle formazioni semi sferiche.



Figura : Cellula sana





Figura : Cellula piena di vescicole




Fig. 3a: Ammasso interno alla cellula. Fig. 3b: Ammasso esterno



-Fig.1: Una cellula iniziale “pulita”.

-Fig.2: Una cellula che comincia a formare vescicole.

-Fig.3a: Le vescicole che rimangono dentro la cellula, si fondono tra loro e formano un ammasso ben delineato a ridosso della parete cellulare formando, in questo esempio, delle mezze lune.

-Fig.3b: Ammasso di vescicole esterno che presenta in periferia formazioni circolari.



In altre parole queste vescicole hanno la tendenza ad aggregarsi e a fondersi tra loro, il processo è un fenomeno naturale e spontaneo.


Va notato che da questo momento in poi le cellule colpite che ospitano queste formazioni cominciano pian piano a perdere la loro originale identità.

Le nuove formazioni progrediscono a spese della vecchia cellula che un po’ alla volta si disgrega e “scompare” come mostrato dalle foto che seguono.





A questo punto facciamo un piccolo riepilogo dei passaggi fin qui individuati.



La foto mostra: Una cellula comincia a formare vescicole omogeneamente distribuite all’interno del suo citoplasma. A dx si nota la riorganizzazione di queste vescicole se rimangono all’interno della cellula. A sx è mostrata la riorganizzazione vescicolare che avviene da un’aggregazione esterna alla cellula.

Dalla ulteriore maturazione di ognuna di queste nuove strutture si forma sempre una cellula particolare: la cellula a forma di clava.

Le foto che seguono ne mostrano un esempio:




Questa è una cellula molto importante nell’evoluzione del processo canceroso.

Morfologicamente essa non appartiene a nessun tessuto umano e possiamo dire che è una cellula completamente nuova.

In verità questa cellula a forma di clava anticipa e preannuncia la formazione della prima massa tumorale.

Lascio immaginare l’importanza di una tale osservazione per una eventuale diagnosi precoce di cancro.

La loro presenza non ci dice dove la massa tumorale si sta formando ma ci avverte soltanto che da qualche parte ciò sta accadendo.

Nell’organismo, tutte le modificazioni cellulari fin qui descritte avvengono in tempi relativamente lunghi.

Riconoscere in tempo tutti gli aspetti morfologici fin qui decritti significa avere a disposizione una diagnosi precocissima rispetto ai test tradizionali che hanno invece bisogno della massa tumorale o della cellula cancerosa pienamente sviluppata per esprimersi.

Uno degli obiettivi dell’oncologia classica: “La diagnosi precoce di cancro” diventa in tal modo realizzabile.

La successiva evoluzione di queste cellule a forma di clava, fondamentalmente ancora immobili, si manifesta nella loro capacità di diventare mobili con la formazione di chiari ed estesi pseudopodi.





Dal punto di vista diagnostico, quando le cellule cancerose diventano mobili, il processo canceroso è ben avanzato ed esiste già da qualche tempo la massa tumorale.

Le cellule mobili che si formano e che troviamo in un campione da esaminare non hanno però tutte la stessa “gravità”.

Esistono ancora delle differenze che devono essere valutate.

Esse infatti possono essere distinte in cellule a lento movimento dalle altre che si muovono invece più speditamente.

Le cellule a lento movimento non sono cellule cancerose “pericolose”, esse sono giovani e non procurano ancora “danni”.

In questa fase, l’unico problema per il paziente deriva solo dal volume che può raggiungere la massa tumorale.

Vedremo subito che differenza c’è tra una cellula cancerosa giovane ed una vecchia.

Capiremo anche quando e perché una cellula cancerosa diventa veramente pericolosa e mortale per l’organismo.

Sotto sono riassunte alcune figure che possiamo trovare nei vari stadi fino alla cellula cancerosa mobile:

a) La cellula sana.

b) La cellula che comincia ad avere la reazione vescicolare.

c1-c2-c3) Le vescicole che si riorganizzano sia dentro che fuori la cellula originaria.

d) La prima cellula a forma di clava.

e) La cellula cancerosa mobile.

a





b




c1 c2 c3




d e





Tutte le fasi fin qui descritte sono un processo continuo.



II° parte



IL PROCESSO CANCEROSO

Se la cellula cancerosa almeno al suo esordio “non procura nessun fastidio”, perché il cancro conduce alla morte un organismo per altri versi sano?

Cosa succede nell’organismo?

Il processo canceroso in realtà ci riserva almeno una sorpresa.

Esso è infatti composto almeno da due fasi ben distinte e contrapposte.

Nella prima fase si possono far rientrare tutti gli stadi fino ad ora descritti:

- formazione delle vescicole.

- aggregazione delle vescicole.

- maturazione ed evoluzione delle aggregazioni in cellule cancerose.

- formazione della massa tumorale.

Arrivati fin qui il cancro non è ancora il problema mortale che tutti conoscono.

Lo dimostra il fatto che molti pazienti convivono con esso anche per anni senza accorgersi di essere malati.

Il processo canceroso in realtà è composto da una seconda fase, inversa alla precedente e molto più pericolosa.

Spieghiamoci meglio.

Le cellule tumorali sono a tutti gli effetti organismi viventi e come tali hanno un ciclo di vita ovvero una nascita ed una morte.

Che cosa succede durante il processo canceroso?

Quando, nella prima fase, si arriva alla formazione della massa tumorale al suo interno essa è composta da cellule molto vecchie che dopo essersi riprodotte svariate volte e dopo aver concluso il proprio ciclo vitale, muoiono.

Esse vanno in putrefazione all’interno della massa tumorale.

Ciò innesca un particolare e ben preciso processo.

La massa tumorale in putrefazione produce una serie di “detriti” e batteri della putrefazione, alcuni dei quali hanno una particolarissima caratteristica: stimolare, nel modo precedentemente descritto, la reazione vescicolare delle cellule ancora sane.

In questo modo si chiude il cerchio.

- Da questa stimolazione si formano nuove vescicole che riaggregandosi, producono la nuova generazione di cellule cancerose che vanno a sommarsi a quelle già presenti.

- Queste si dividono, aumentano la massa tumorale o possono generare metastasi fino a che, terminato il loro ciclo vitale, anch’esse muoiono.

- La loro morte produce una nuova ondata di putrefazione che si aggiunge alle precedenti ed il cerchio si chiude di nuovo.

Nell’organismo quindi si generano ciclicamente ondate sempre più grandi e frequenti di questi particolari “detriti” creando un meccanismo perverso che si autoalimenta a ondate successive sempre più forti e massicce fino alla morte dell’organismo.

Il processo canceroso nei suoi aspetti salienti è qui di seguito schematizzato:





A = Cellule sane

Ca1(B) Ca2(B1) = Evoluzione delle vescicole

che si aggregano all’esterno delle cellule.

Ca1(D-D1-D2) = Maturazione delle vescicole

all’interno delle cellule.

Ca3= Cellula a forma di clava.

Ca4= Cellule mobili.

Massa Tumorale in decomposizione

Ca5= Quadro microscopico del sangue

Produzione di batteri della putrefazione e “detriti”.



Riepilogo delle fasi del processo canceroso

La prima fase è caratterizzata dalla:

1-Reazione vescicolare delle cellule “sane”.

2-Aggregazione delle vescicole.

3-Formazione e maturazione delle cellule cancerose.

4-Formazione della massa tumorale.

La seconda fase è caratterizzata dalla:

4-Morte e decomposizione putrida delle cellule cancerose che compongono la massa tumorale.

5-Massiccia, progressiva ed accelerata intossicazione del sangue da parte dei “detriti”, batteri della putrefazione e bacilli T.

6-Cachessia, putrefazione generalizzata di tutto l’organismo e conseguente morte.

In un organismo biologicamente debole le cellule che muoiono, a differenza di un organismo bio-energeticamente sano e forte, non sono “riassorbite” dall’organismo e i “detriti” prodotti scatenano la reazione vescicolare delle altre cellule ancora “sane”.



I bacilli T

I bacilli T non sono “nuovi” germi.

Molto probabilmente la ricerca oncologica li ha più volte notati senza comprendere o accorgersi della loro caratteristica biologica più importante: stimolare la reazione vescicolare delle cellule sane.

Essi hanno una grandezza di 0.2 – 0.3 µ sono Gram negativi, nei malati terminali e in coltura colpiscono l’olfatto con la puzza caratteristica di un corpo in putrefazione.

In campo scuro appaiono come tantissimi puntini di luce e quando sono vivi ed attivi si muovono vivacemente a zig-zag.

Circolano liberamente con il flusso sanguigno ed in tal modo sono capaci di “colpire” qualsiasi cellula in qualsiasi parte del corpo.

Bacilli T è un nome generico, molto probabilmente i microrganismi coinvolti appartengono a più specie ma la loro funzione biologica più importante consiste nell’innescare la reazione vescicolare delle cellule sane.



Al centro, nuvola di Bacilli T piccolissimi

Microscopio a Campo Scuro 400x



III° Parte



DIAGNOSI PRECOCE DI CANCRO

E’ chiaro che, osservando i vari passaggi fino ad ora descritti e riconoscendo al microscopio le varie modificazioni cellulari, si riesce ad individuare l’insorgere ed il progredire di un processo canceroso anche quando per l’oncologia ufficiale ancora non esiste la benché minima presenza di cellula cancerosa.

Viene da se che abbiamo a disposizione un’arma incredibilmente potente: la diagnosi precoce.

In questo contesto il sangue gioca un ruolo fondamentale.

Circolando in tutto il corpo esso è in grado di riportarci informazioni di prima mano su tutto lo stato energetico dell’organismo.

Qui di seguito vediamo il disegno di due stati energetici che possiamo trovare nel sangue:



Il sangue sano e carico mostra globuli rossi simili ad una ciambella con delle vescicole incastonate nello stroma come se fossero delle perle.

In un altro contesto vedremo come la carica energetica dei globuli rossi spieghi in modo convincente il fenomeno dell’angiogenesi.


Quando invece i globuli rossi hanno l’aspetto di una sfera spinosa, il sangue è debole e l’organismo è in sofferenza bioenergetica. In tutti malati di cancro troviamo questa condizione anche se in percentuali diverse.





Stadi di sviluppo del processo canceroso

e conseguente

diagnosi precoce di cancro



Solo a scopo di studio il processo canceroso può essere suddiviso in cinque stadi di sviluppo denominati: Ca1 – Ca2 – Ca3 – Ca4 – Ca5.



Stadio Ca1

Abbiamo una situazione Ca1 quando le cellule dei tessuti cominciano a mostrare la reazione vescicolare e il sangue presenta la reazione spinosa dei globuli rossi.

Questa prima fase scaturisce da una situazione bio-energeticamente debole delle cellule che compongono i tessuti.

In questa fase, qualsiasi tipo di cellula ispezionabile del corpo osservata in vivo al microscopio, invece di mostrare un citoplasma chiaro si può presentare granulata da vescicole o piena di bacilli T molto piccoli (0,2-0,3 micron).

Ogni volta che i bacilli T sono ritrovati all’interno di una cellula (osservazione in campo scuro), normalmente essi sono presenti anche nei fluidi e quindi circolanti nell’organismo.

La cellula colpita generalmente tende anche ad arrotondarsi a causa della contrazione.

Nelle cellule epiteliali questa contrazione è chiaramente osservabile negli angoli che diventano arrotondati e nella graduale perdita della forma pentagonale.

Per l’oncologia classica, in questo stadio non esiste ancora nessun tipo di cancro poiché non è ritrovata nessuna cellula tumorale.

Nei casi in cui il danneggiamento è chimico o traumatico è ragionevole pensare che lo stimolo canceroso avvenga sempre e comunque attraverso la formazione di bacilli T che scaturiscono dalla morte dalle cellule dei tessuti bio-energeticamente più deboli.

La grossa differenza tra questi ed i comuni test della medicina tradizionale consiste solo nel fatto che questi sono test energetici.

Essi ci avvertono quindi anche con decenni di anticipo se l’organismo sta scivolando o meno verso una patologia cancerosa.

La condizione spinosa è sempre presente nei malati di cancro.

Le seguenti foto sono cellule Ca1

Stadio Ca2

Questo stadio è caratterizzato da uno stato infiammatorio acuto.

La reazione vescicolare delle cellule continua.

I bacilli T continuano ad essere presenti e non subiscono successive modificazioni.

Essi mantengono le stesse caratteristiche e sono ritrovati tali e quali in ogni successivo stadio e per tutta la durata del processo canceroso.

Abbiamo visto che la loro presenza è mortale per l’organismo.

Sono loro che spingono sempre più velocemente le cellule sane dei tessuti verso la ormai conosciuta reazione vescicolare.

In questo stadio (Ca2) si vede la prima forma evolutiva delle vescicole che da omogeneamente distribuite all’interno del citoplasma, cominciano ad aggregarsi all’interno della cellula in prossimità della parete cellulare.

Queste nuove aggregazioni perdono il loro grossolano aspetto vescicolare, diventano ammassi sempre più omogenei ed evolvono a spese della vecchia cellula originaria.(la spiegazione di questo meccanismo non e' qui decritto)

In alcuni casi, sin da ora si possono notare le prime forme affusolate, ovoidali e caudate in parte delineate.

A volte la porzione restante della cellula colpita si frantuma in piccoli detriti o in vescicole ancora più piccole.

Le immagini che seguono sono cellule Ca2.



Di preferenza le proliferazioni infiammatorie raggiungono le ghiandole.

Ad un esame microscopico di questi tessuti, sia nel preparato vivo che in quello da autopsia, la medicina tradizionale non riconosce ancora nessuna traccia di cellule cancerose.

Quando vediamo che all’interno di una cellula le vescicole cominciano a riorganizzarsi, possiamo fare una diagnosi di Ca2 .



Stadio Ca3

Questo stadio è caratterizzato dalla presenza di cellule singole a forma di fuso, di clava o caudate spesso presenti in proliferazioni infiammatorie diventate croniche.

E’ in questo stadio che la medicina ufficiale a volte riconosce le prime cellule cancerose vere e proprie.

All'inizio queste nuove cellule possono mostrare una struttura altamente vescicolare, striata e sono vivacemente luminose.

Esse hanno forma affusolata, caudata, ovale o rotonda.

Mostrano grandi variazioni in grandezza.

Si moltiplicano rapidamente e possono essere osservate in fase di divisione.

Va ricordato che le osservazioni devono sempre essere eseguite in vivo.

A livello vaginale tutte queste cellule sono normalmente eliminate con la secrezione ma nell’utero come negli altri organi pelvici la reazione vescicolare sulle cellule restanti è un processo continuo.

Quando le troviamo in altri organi, queste cellule formano densi grappoli, formano la massa tumorale e sono responsabili delle infiltrazioni nel circostante tessuto.

Questo stadio è denominabile carcinomatoso ed è caratterizzato da processi non rintracciabili in tessuti infiammati o sani.

Le nuove formazioni cellulari si distinguono per la loro colorabilità biologica naturale straordinariamente intensa presente nei diversi gradi di organizzazione.

Al contrario, la cromo sezione morta di un campione non ci rivela ancora nulla.

In questo stadio, oltre alle trasformazioni vescicolari osservabili all'interno una singola cellula sana si può notare anche la simultanea disgregazione vescicolare di più cellule sane contigue.

A volte queste vescicole confluendo in un unico mucchio, generano nuove cellule cancerose da un ammasso che hanno formato in comune.

In genere sono cellule a pessima motilità non eccessivamente "dannose".

La diagnosi di Ca3 può invece essere fatta quando nel preparato in vivo, sia pure in modo anche isolato, compaiono sia la decomposizione vescicolare che le nuove forme a fuso.

Va sottolineato che i bacilli T sono responsabili unicamente dell’innesco dello stadio canceroso.

Le cellule cancerose, una volta scaturite, si sviluppano ed evolvono in modo completamente autonomo cioè indipendente dai fattori che le hanno generate.

La "penetrazione distruttiva” delle cellule cancerose va in gran parte attribuita non alla cellula cancerosa in se stessa ma piuttosto alla medesima reazione vescicolare che si attua anche nelle cellule adiacenti.

In questo modo la cellula cancerosa perde di importanza per quanto riguarda il danneggiamento tessutale che precede la sua formazione in altri tessuti come nel caso delle metastasi.

La cellula cancerosa non è la causa del cancro, non si forma come portatrice di malattia e di morte, essa è solo la conseguenza della riorganizzazione vescicolare delle cellule. (abbiamo volutamente tralasciato la spiegazione dei meccanismi biochimici).

Essa diventa un pericolo mortale soltanto alla fine del suo ciclo vitale quando morendo, va in putrefazione come qualsiasi altro organismo.

Va precisato che la riorganizzazione delle vescicole in cellule cancerose e la loro proliferazione in tumore maligno è un processo autonomo e indipendente dall'azione dei fattori che innescano il processo.

Le Ca3 sono cellule a forma di clava ma possono essere anche a grappolo e sono quelle che vanno a generare la prima massa tumorale.

Il disegno e le foto che seguono rappresentano le cellule dello stadio Ca3.

In questo stadio non è difficile imbattersi in cellule che si possono vedere in fase di divisione.

Stadio Ca4

Lo stadio di Ca4 è caratterizzato da cellule cancerose completamente mature.

Le cellule Ca3 continuando ad evolvere mostrando un aspetto unificato, ialino, di forte contrasto.

Alcune di queste cellule caudate possono sviluppare anche flagelli e motilità.

Lo stadio Ca4 è caratterizzato dalla presenza di cellule mobili con movimenti ameboidi vivaci e sono il prodotto maturo e finale delle precedenti cellule a forma di fuso.



Filmato Cellule Ca4 mobili

Su sito www.cellulacancerosa.it



In altri casi le cellule che hanno assunto una forma rotonda si allungano e diventano mobili attraverso la formazione di estesi e chiari pseudopodi.

A volte gli pseudopodi possono essere di tipo filamentoso.

Altre volte attorno ad ogni ammasso di vescicole si può sviluppare una membrana che lo avvolge e lo racchiude, in questo caso possono scaturire anche dei protozoi.

Queste cellule rappresentano lo stadio Ca4.

La cancerologia classica le ha più volte notate ma ritiene che esse siano dei "parassiti".

Se l'organismo non morisse prima, queste formazioni si trasformerebbero in amebe vere e proprie.

In questo stadio la malignità del tumore dipende dal grado di maturità delle cellule cancerose e dalla rapidità con cui esse e le parti del tessuto distrutto vanno in decomposizione.

Stadio Ca5

Questo stadio è caratterizzato dalla morte e dalla decomposizione putrida delle cellule che compongono i tessuti. E’ la fase terminale della malattia.

Quando al microscopio si ritrovano cellule caudate e capaci di movimento il cancro è ben avanzato.

Lo stadio Ca5 è caratterizzato da necrosi.

L’immagine microscopica dei tessuti della fase Ca5 mostra la presenza di molti detriti, di frammenti di cellule, di vescicole, batteri e ad ingrandimenti più forti o in campo scuro, dei soliti corpuscoli T.



Si notano bene i pezzi delle cellule del Ca2 ancora presenti, essi mostrano una granulazione scura.

Lo stadio Ca5 è determinato e caratterizzato quasi esclusivamente dalle cellule cancerose che giunte alla fine del loro ciclo vitale, muoiono.

Esso è paragonabile alla necrosi post morte dei tessuti.

Le cellule cancerose hanno vita breve ed alla loro morte vanno in decomposizione.

Ne risulta una batteriemia ed una tossicemia generalizzata dell'organismo.

Quando il tumore non pregiudica funzioni vitali la morte avviene per putrefazione tossica generalizzata.

Questo spiega perché, giunta alla fine, la malattia generalmente peggiora rapidamente e sopraggiunge la morte.

A questo stadio qualsiasi terapia diventa inutile.



Riepilogo del processo canceroso:

prima fase

  1. Reazione vescicolare delle cellule.
  2. Aggregazione delle vescicole.
  3. Maturazione di queste aggregazioni e successiva formazione delle cellule cancerose.
  4. Formazione della massa tumorale.



seconda fase

  1. Morte e decomposizione putrida delle cellule che compongono la massa tumorale.
  2. Massiccia, progressiva ed accelerata putrefazione del sangue e dei tessuti, produzione di detriti e batteri della putrefazione e bacilli T.
  3. Cachessia, putrefazione generalizzata di tutto l’organismo e conseguente morte.


In un individuo con un alto livello energetico la produzione di vescicole pur verificandosi ugualmente avviene in maniera più lenta.

Il tessuto vecchio che si disgrega viene riassorbito ed alla stessa velocità se ne forma di nuovo.

I detriti sono eliminati tanto rapidamente quanto essi sono formati.

In un paziente con un basso livello energetico si osserva un quadro completamente diverso:

Negli stadi Ca1 e Ca2 visti all’inizio troviamo un processo di contrazione ed una reazione vescicolare più rapida.

La ricarica dell’individuo e il ripristino delle condizioni di salute dei pazienti che si trovano in queste condizioni è ancora un processo possibile e reversibile.

Anche nella fase di Ca3 (tumori di prima necrosi) il processo è reversibile.

Nei casi Ca4 e Ca5 il processo diventa irreversibile dal punto di vista del recupero ma l’espansione provocata dalla ricarica energetica riduce il dolore e può prolungare la vita migliorando la qualità della vita ed il paziente è più disponibile a lottare contro la malattia.

Quando un paziente comincia a caricarsi energeticamente, nel suo organismo avvengono una serie di cambiamenti.

L’individuo acquista un aspetto più vivo, meno affaticato e percepisce una soggettiva sensazione di benessere.

Organismo in toto:

Reazione sana: Elasticamente eretto, tono buono, assenza di spasmi e cloni. Sensazione di vigore. Capacità di provare piacere.

Reazione malata: Contratto, flaccido o ipotonico. Spasmi e cloni. Sensazione di debolezza. Incapacità di provare piacere. Ansietà del piacere.

Pelle:

Reazione sana: Calda e irrorata dal sangue. Turgore buono, rosa o abbronzata, capace di produrre sudore caldo.

Reazione malata: Fredda e viscida. Poco irrorata. Turgore povero, pallida e livida. Sudore freddo.

Muscolatura:

Reazione sana: Rilassata, capace di alternare tensione e rilassamento, forte. Nessun muscolo corazzato, vivace peristalsi, nessuna costipazione o emorroidi.

Reazione malata: Tensione cronica o flaccida e atrofica. Spesso grasso eccessivo. Corazzatura muscolare generalizzata. Costipazione ed emorroidi.

Espressione del volto:

Reazione sana: Vivacemente variabile.

Reazione malata: Rigida come una maschera, espressione morente.

Sangue:

Reazione sana: Reazione B al test dell’autoclave. Eritrociti tesi, pulsanti, che mostrano un forte ed ampio margine energetico. Bassa disintegrazione in fisiologica. Nessun bacillo T in coltura.

Reazione malata: Reazione T al test dell’autoclave. Eritrociti contratti e piccoli, non pulsanti, che mostrano corpuscoli T. Energeticamente debole, rapida disintegrazione in fisiologica. La coltura mostra streptococchi, bacilli T o stafilococchi.

Sistema cardio-vascolare:

Reazione sana: Polso regolare, calmo e forte. Pressione del sangue normale.

Reazione malata: Polso irregolare vivace o debole. Pressione anormalmente alta o bassa.

Tessuti (cellule epiteliali, tessuti ottenuti da biopsia:

Reazione sana: Turgore vigoroso. Nessuna formazione di vescicole (bioni) in soluzione KCl.

Reazione malata: Turgore debole, contratto. Strutture bioniche o rapida disintegrazione vescicolare (bionica) in KCl.

Occhi:

Reazione sana: Splendenti, vivaci, reazione pupillare vivace. Non sporgenti né incavati.

Reazione malata: Depressi, lontani. Reazione pupillare lenta, spesso midriaca. Occhi sporgenti o incavati.

Respirazione:

Reazione sana: Piena espirazione con una pausa al suo termine, libera pulsazione del torace. Sensazione di piacere genitale dopo ogni respirazione.

Reazione malata: Inibita ed incompleta espirazione con una pausa dopo l’inspirazione. Fissazione in una cronica attitudine di inspirazione (ansietà). Nessuna sensazione di piacere dopo l’espirazione.

Orgasmo:

Reazione sana: Avviene regolarmente. Piena convulsione del corpo. Nessuna stasi sessuale.

Reazione malata: Assente o disturbato. Cronica stasi sessuale.

°°°

solo alcune conclusioni

- La cellula cancerosa non è la causa del processo canceroso.

- Essa è la conseguenza.

- La cellula cancerosa non si forma come portatrice di malattia e di morte ma come prodotto secondario che scaturisce dalla reazione vescicolare delle cellule colpite.

- Esiste un unico meccanismo di formazione della cellula cancerosa che vale per tutti i tumori solidi.

- Il vero problema per il paziente canceroso non risiede nella cellula cancerosa viva ma nella putrefazione di quella morta.

- La tendenza al cancro è un fatto universale, non esiste un vero e proprio elemento cancerogeno. Formandosi come prodotto secondario, la nascita della cellula cancerosa dipende solo dalla qualità e dalla quantità della reazione vescicolare delle cellule ai vari stimoli “cancerogeni”.

- Riconoscere i vari stadi di riorganizzazione della reazione vescicolare, le sue varie evoluzioni verso la formazione e maturazione delle future cellule cancerose, diventa un precocissimo test di diagnosi.



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PER MOTIVI TECNICI LE SCANSIONI FOTOGRAFICHE AL MOMENTO NON SONO VISIBILI
 

venerdì 11 luglio 2014

PIERO GRASSO su STATO MAFIA vi fu “STALLO ISTITUZIONALE”

PIERO GRASSO su STATO MAFIA vi fu “STALLO ISTITUZIONALE
 
 
Palermo. Aula Bunker dell'Ucciardone. Oggi 11 Luglio 2014 alle ore 12,10 (vedi scansione in diretta RAI) il Presidente del Senato Pietro Grasso, ex Procuratore Nazionale Antimafia, in udienza nel super processo sul rapporto Stato Mafia, ha riferito che nel 2011 vi fu uno “Stallo Istituzionale”, in riferimento alla difficoltà di coordinamento nell'acquisizione degli atti processuali tra le tre procure coinvolte: Caltanissetta, Palermo e Firenze, in particolare a seguito della ricezione da parte del segretario generale della Presidenza della Repubblica dottor Marra che riferiva il parere del Presidente del CSM maturato successivamente ad una telefonata ricevuta dalla Presidenza della Repubblica da parte dell'ex Ministro dell'Interno, Senatore Mancino.

mercoledì 2 luglio 2014

Le CCIAA non servono a niente. Si può fare tutto via internet.

Le Camere di Commercio non servono a niente.
Si può fare tutto via internet.
 
 
Pubblichiamo i due punti ribaditi oggi dall'UNIONE IMPRENDITORI al Presidente del Consiglio dei Ministri che è all'EuroParlamento per l'apertura del “Semestre Europeo” affinché non si dimentichi dell'enorme GRAVE MALATO Paese Italia:
«2 Luglio 2014 ore 14.50. Ribadiamo quanto scritto poco prima dell'insediamento dell'attuale Premier (il nome di Matteo Renzi non era ancora stato individuato anche se lo avevamo proposto). Le proposte sono state elaborate congiuntamente dall'Associazione di Categoria UNIONE IMPRENDITORI con L'OSSERVATORIO sulla GIUSTIZIA. In particolare si tiene a porre in evidenza: 1) l'assoluta necessità di tagliare drasticamente l'IVA portandola ad un'unica aliquota: dieci per cento. Tale operazione consentirà di far ripartire i consumi interni e porterà ad una “emersione spontanea” del “nero”, oltre a semplificare la vita delle amministrazioni pubbliche e private nel registrare la contabilità (il gettito si presume invariato per l'aumento dei consumi e l'emersione spontanea dal nero); 2) i “carrozzoni ottocenteschi” delle Camere di Commercio, ai tempi di internet, sono un paradossale ostacolo allo sviluppo imprenditoriale, quindi vanno subito eliminati. Le operazioni al Registro delle Imprese possono essere tranquillamente espletate con l'invio di un PDF/Pec per ogni modulo di iscrizione/variazione/ o altro adempimento, peraltro esente da bollo (allegato articolo del Sole 24 Ore)».

Precedenti News:

lunedì 30 giugno 2014

L'Osservatorio Giustizia è Testata Giornalistica Nazionale

L'Osservatorio Giustizia
Testata Giornalistica Nazionale
 
 
L'Osservatorio Giustizia è Testata Giornalistica Nazionale con ratifica del 2001 dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (vedi visura), data del passaggio dal vecchio Registro Nazionale della Stampa al nuovo “R.O.C.” acronimo di “Registro degli Operatori della Comunicazione”. L'Osservatorio ha da sempre il Marchio / Titolo Registrato e gode della massima tutela anticontraffazione. Essendo anche una “Agenzia Giornalistica”, può utilizzare qualsiasi veicolo di comunicazione per esperire le proprie attività istituzionali e di servizio. Attualmente sono attivi i siti www.OSSERVATORIOsullaGIUSTIZIA.it (archivio) e http://OSSERVATORIO-GIUSTIZIA.blogspot.it (news) oltre ai format inviati con il sistema “pdf” e i vecchi “velini” prestampati.
Diffidate dalle Contraffazioni!!
Link NEWS da UnioneImprenditori.it

mercoledì 28 maggio 2014

OSSERVATORIO GIUSTIZIA: Avvocati e Giornalisti: nuovi Corsi di Formazione … con “giallo” sui crediti. “Appello” a Renzi

 
 Avvocati e Giornalisti: nuovi Corsi di Formazione … con “giallo” sui crediti. “Appello” a Renzi


Dal gennaio 2014 è entrata in vigore la normativa che rende obbligatoria la formazione continuativa per gli iscritti agli Albi professionali. Avvocati, Giornalisti e Commercialisti devono pertanto dedicare parte del loro tempo per aggiornarsi con appositi “corsi/convegni” accreditati dai propri rispettivi ordini di appartenenza. Ciò, se da un lato potrebbe “rassicurare” gli utenti sulla qualità delle prestazioni professionali degli iscritti agli Albi, dall'altro potrebbe generare il dubbio sul minor tempo che il professionista potrà dedicare allo svolgimento delle pratiche dello Studio, quindi minor attenzione al proprio caso, col relativo aggravio in parcella della voce del tariffario “Spese per corsi di aggiornamento relativi alla pratica”. Ma il vero “giallo” che si sta manifestando all'inizio dell'applicazione di questo nuovo “balzello” burocratico è relativo al riconoscimento dei crediti formativi. L'Ordine Nazionale dei Giornalisti ad esempio, ha fin dall'inizio rassicurato che i corsi sono GRATUITI e che al massimo ogni iscritto all'Ordine dovrà dedicare 10 ore ogni anno all'aggiornamento professionale, relativamente al fatto che si devono riconoscere due crediti formativi per ogni ora di partecipazione (scansione sotto tratta dal Portale Ufficiale dell'Ordine dei Giornalisti di Milano). Ma, da un primo riscontro personale di chi scrive il pezzo (il direttore dell'Osservatorio sulla Giustizia e capo Ufficio Stampa dell'Unione Imprenditori), sulla base di due casi concreti, la promessa scritta dall'Ordine dei Giornalisti non è veritiera. Ad esempio (1° caso concreto) per la partecipazione al convegno di aggiornamento professionale di Sabato 26 aprile 2014 dalle 10,30 alle 13,30 anziché vedersi attribuire 6 crediti formativi (per 3 ore di partecipazione) l'Ordine delle Marche “avrebbe” (provvisoriamente?) attribuito solo 2 crediti al Giornalista (è arrivata via e.mail la scansione di un “attestato “non firmato” e “non timbrato” quindi senza alcun valore legale). Circa la “gratuità”: il viaggio per arrivare ad Urbino con i mezzi pubblici è stato a dir poco “allucinante”, lungo e costosissimo; chi rimborserà le spese di trasferta e il tempo dedicato al convegno e al viaggio? 2° caso concreto: il Convegno di Aggiornamento professionale per Avvocati e Giornalisti del 30 Maggio presso il Prestigioso Teatro Annibal Caro di Civitanova Marche Alta. Durata: 8 ore, quindi, secondo quanto “promesso” dall'Ordine si dovrebbero acquisire 16 crediti formativi. Nient'affatto!! Il Consiglio Nazionale dell'Ordine, rispondendo ad una precisa richiesta via pec formulata dal Prof. Amedeo Recchi Ripani (scrivente) direttore dell'Osservatorio sulla Giustizia e capo ufficio stampa dell'Unione Imprenditori, inviata per correttezza anche al Presidente dell'Ordine degli Avvocati, fa sapere che l'Ordine delle Marche ha chiesto il riconoscimento di (solo) 6 crediti formativi per l'intera giornata di studio!! Ora le ipotesi sono due: 1) l'Ordine dei Giornalisti delle Marche non conosce il disposto del Consiglio Nazionale che prevede almeno 2 (due) crediti formativi per ogni ora di partecipazione; 2) l'Ordine dei Giornalisti delle Marche vuol far perdere tempo ai propri iscritti. Anche in questo secondo caso (convegno Avvocati/Giornalisti), la normativa sulla gratuità del corso non è attuabile per almeno due motivi: 1) chi rimborserà l'intera giornata di lavoro persa e le spese di viaggio e trasferta?; 2) l'Ordine delle Marche ha chiesto preventivamente il bonifico di 10 euro sul proprio conto corrente (scansione bonifico sotto). Un'ultima considerazione va fatta sulla scelta della location: sarebbe stato meglio ad esempio il Teatro Cecchetti posizionato al lato della Biblioteca Comunale piuttosto del prestigiosissimo Teatro A. Caro che andrebbe bene per Personaggi del calibro di Carla Fracci (come documentato dal nostro servizio pubblicato da RAI Educational, scansione sotto) che poco si addice ad un corso di formazione tecnica per giuristi e giornalisti, pur apprezzandone lo sforzo organizzativo dei rispettivi Ordini. Sinceramente preferiamo ricordare lo spirito aggregativo tra i Giornalisti giuridico economici e gli Avvocati che avvenne con la nostra diretta partecipazione negli anni novanta nel Capoluogo Lombardo: “1^ Consulta tra Avvocati e Giornalisti” Aula Magna del Tribunale di Milano”, senza essere mossi dall''obbligatorietà di dover maturare crediti formativi. Ma dagli anni novanta sono passati ormai vent'anni e le cose purtroppo cambiano (in peggio). Chissà se il supervotato premier “riformista antiburocrazia” Matteo Renzi la pensa come noi e metta mano alla “distratta riforma” (art. 7 DPR 137/2012) sull'obbligatorietà dei “crediti formativi” abrogandola.






Rapporti tra Stampa e Giustizia. Nuovo corso di formazione obbligatoria per gli Ordini Professionali, organizzato con una collaborazione tra l'Ordine dei Giornalisti delle Marche e l'Ordine degli avvocati di Macerata, 30 maggio 2014 Teatro Annibal Caro di Civitanova M. Alta

Venerdì 30 maggio 2014. Teatro Annibal Caro di Civitanova Marche Alta. Nuovo corso di formazione sui rapporti tra Stampa e Giustizia, organizzato in collaborazione tra Ordine degli avvocati di Macerata e Ordine dei giornalisti delle Marche per gli aggiornamenti professionali obbligatori degli iscritti agli Albi. Tra gli argomenti, trattati dal capo della Procura maceratese, da esperti di diritto e giornalisti, anche quelli della tutela del segreto investigativo e della riservatezza dell’indagato, della diffamazione (in particolare sui media della Rete e nei social network), del diritto all’oblio, del risarcimento dei danni derivanti da reati di stampa. Il Comitato tecnico scientifico Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti “avrebbe” riconosciuto solo 6 crediti formativi per i giornalisti partecipanti, mentre l'Ordine degli Avvocati ne attribuisce almeno 8. Per informazioni e iscrizioni rivolgersi alla segreteria dell’Ordine scrivendo una mail a info@odg.marche.it. Programma e interventi: Corso di formazione di 8 ore:Rapporti tra stampa e giustizia” Civitanova Marche Alta, Teatro Annibal Caro, 30 maggio 2014 Programma Ore 9: Saluti del sindaco Tommaso Claudio Corvatta. Ore 9.30: Introduzione dell’Avv. Stefano Massimiliano Ghio (presidente dell’Ordine degli Avvocati di Macerata) Ore 10: La violazione del divieto di pubblicazione di atti coperti da segreto investigativo: tutela delle indagini: ovvero della riservatezza dell’indagato o di altri soggetti coinvolti nel procedimento? (Avv. Paolo Giustozzi, responsabile Formazione Camera penale Macerata); Ore 10.45: I rapporti tra la stampa e la Procura della Repubblica (Dott. Giovanni Giorgio, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Macerata); Ore 11.30: Separare le carriere di magistrati e giornalisti (Piero Sansonetti, Giornalista, direttore “Il Garantista”); Ore 12.15: Domanda e offerta: il processo in piazza (Sabrina Tosi, psicologa-psicoterapeuta, esperto in psicologia giuridica); Ore 13 Pausa pranzo (a prezzo concordato presso “Caffè del Teatro”); Ore 14: Visita guidata alla Pinacoteca civica “Marco Moretti”; Ore 15: Social network: la nuova comunicazione (Laura Boccanera, giornalista “Cronache maceratesi”); Ore15.30: La diffamazione corre in rete (Deborah Bianchi, Avvocato, membro della commissione informatica presso Consiglio Ordine avvocati Pistoia); Ore 16.15: Il diritto all’oblio nell’era digitale (Andrea Buti, Avvocato, mediatore, formatore Unicam); Ore 17: Incontri e scontri tra diritto e lesione della reputazione. Ristoro dei danni patrimonali e non patrimoniali come si provano, si quantificano e si liquidano (Paolo Storani, Avvocato, esperto in materia di risarcimento dei danni). Presenti gli obiettivi della redazione nazionale dell'Osservatorio sulla Giustizia:
Fotogallery Evento:

sopra: pubblico attentissimo formato da noti Avvocati e Giornalisti per la relazione di Piero Sansonetti che ha presentato la sua nuova "creatura" "Il Garantista". Sotto il Procuratore Giovanni Giorgio con Piero Sansonetti e il Presidente degli Avvocati Stefano Massimiliano Ghio

 Video scoop!! Pool PM + Pool Stampa '92
 le altre foto:
 




 sotto: il Presidente degli Avvocati Stefano Massimiliano Ghio con il Sindaco di Civitanova Marche Tommaso Corvatta, l'Avvocato Paolo Giustozzi e il giornalista Piero Sansonetti al Bar del Teatro 


sotto: l'ex Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti Feliziani all'arrivo dell'Avvocato Fernanda Recchi Ripani ex Assessore Pubblica Istruzione, Ambiente e Servizi Sociali della Città


 
un Foyer Teatrale molto partecipato
 

 
Piero Sansonetti, prima di presentare il “numero zero” della sua nuova creatura il “Garantista”, ha tenuto a porre in evidenza il ruolo trainante dei giornalisti di giudiziaria per la pubblica opinione: “Un tempo il giornalista che contava era quello della “terza pagina” (la cosiddetta Pagina Culturale) oppure l'inviato all'estero, di solito erano loro che poi diventavano direttori. “Lo spartiacque è avvenuto con il Tribunale di Milano nel '92, essendosi creato, fatto unico in occidente, un vero e proprio “Pool di Magistrati e Giornalisti” il Primo Pool collaborava direttamente col Secondo Pool, composto da una quindicina di giornalisti di giudiziaria che non rispondevano neanche ai direttori e per sapere qualcosa di ciò che stava accadendo ci si doveva rivolgere solo a loro. Poi noi direttori, io ero condirettore de “L'Unità” (il direttore responsabile ufficiale era Veltroni) ci sentivamo tutti per telefono alle sette di sera per concordare le prime pagine del giorno dopo”. Il “forcaiolismo” ha rovinato il vero giornalismo laddove il giornalista fanatico e tifoso della magistratura d'assalto veniva indicato come un “giornalista con la schiena dritta” mentre è vero il contrario, cioè il giornalista con la schiena dritta è colui il quale non guarda in faccia a nessuno ed è capace anche di esercitare il diritto di critica e di cronaca anche verso il potere più potente in Italia, che non è quello politico bensì quello della magistratura. L'Avvocato Paolo Giustozzi ha messo in evidenza come il “Giornalismo Giudiziario” aumenta l'audience, quindi crea più ricavi all'editore per flussi pubblicitari e ascolti: “La bava del politico (Forlani seduto in Udienza) crea ascolto”. Il Procuratore della Repubblica di Macerata Giovanni Giorgio, dopo aver illustrato l'evoluzione della normativa nazionale ed europea sul “diritto dovere” della magistratura di dare informazioni alla Stampa sulle indagini in corso, ha tenuto a precisare che i giornalisti possono intervistarlo su determinati fatti di cronaca non coperti da segreto istruttorio: “Preferisco dare direttamente io l'informazione piuttosto che dover intervenire una seconda volta per un articolo sbagliato in quanto scritto con alcune informazioni errate provenienti da altre fonti non correttamente a conoscenza dei fatti”. L'Osservatorio sulla Giustizia , presente all'evento col suo direttore Amedeo Recchi Ripani, ha registrato anche alcune slide che per motivi di tempo sono state poco approfondite durante il corso di formazione per Giornalisti e Avvocati. Sono indicate anche alcune delle più importanti sentenze e decisioni della magistratura. Eccole illustrate qui sotto:

altre slide interessanti:


 sotto: l'attualità dell'argomento trattato dai Tg


 i saluti del Presidente dell'Ordine dei Giornalisti Marche Dario Gattafoni
il Procuratore della Repubblica Giovanni Giorgio all'uscita del Teatro Annibal Caro 
 attenzione: il dominio ufficiale è sempre
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Altre News nel supplemento
servizio realizzato dal Direttore dell'Osservatorio sulla Giustizia
(foto sotto) Amedeo Recchi Ripani

Nota di aggiornamento al servizio. 18 feb. 2026. A distanza di 12 anni dalla realizzazione di questo servizio devo correggere la posizione critica mia e del mio giornale. La “macchina” di assegnazione e programmazione dei crediti formativi professionali (acronimo CFP) è molto migliorata. Nel Maggio del 2014 era tutto molto frammentato e ogni territoriale faceva un po' a modo suo, senza una concertazione da Roma. Io stesso (Direttore del giornale www.OSSERVATORIOsullaGIUSTIZIA.it LINK  Dott. Amedeo Recchi) sono riuscito ad accumulare dal maggio 2014 ad oggi ben 300 CFP (che rapportati ai CFU equivarrebbero ad una Laurea Magistrale  LINK)* , grazie anche al Portale www.FormazioneGiornalisti.it che è stato ottimizzato e reso più funzionale. Tanto si doveva per correttezza di critica e di cronaca.


giovedì 8 maggio 2014

Erogazioni alle Onlus, aumenta la detraibilità

Erogazioni alle Onlus, aumenta la detraibilità
7 maggio 2014. Dalla dichiarazione dei redditi di quest'anno la detraibilità delle somme versate alle Onlus aumenta di ben 5 punti percentuali passando dal 19% al 24%. La scelta operata dal nuovo Governo Renzi intende premiare quelle politiche socioeconomiche operate dal cosiddetto “Terzo Settore” inteso come organo volontario impegnato nella sussidiarietà allo Stato. Quindi tutte le Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale, acronimo ONLUS, potranno usufruire con più “appeal” delle donazioni, tecnicamente denominate “Erogazioni Liberali ex art. 13 D.Lvo 460/97”, causale da indicare per la tracciabilità nel bonifico postale o bancario. Ad esempio, se un Imprenditore o un libero professionista vorrà portare in detrazione l'Erogazione Liberale operata a favore dell'Osservatorio sulla Giustizia, dovrà inviare via e.mail oppure recarsi personalmente in banca per effettuare un bonifico al seguente IBAN IT12S0760113400000010205623 oppure effettuare la stessa operazione presso gli uffici postali col tradizionale bollettino cartaceo.
Sotto: la Rassegna Stampa tecnica selezionata dalla Redazione Giornalistica dell'Osservatorio sulla Giustizia.